Il magazine di ALittleMarket Italia

Da creatrice a creatrice: Enrica Trevisan

pubblicato il 14 agosto 2013 da in I creatori di ALM, I prodotti di ALM, La comunità ALM


Per festeggiare ferragosto abbiamo deciso di immergerci in un mondo coloratissimo, fatto di sogni, speranze e magie. Un mondo popolato da personaggi romantici che sorridono ad occhi chiusi ed hanno le guance rosse per la timidezza. Curiosi? Claudia questa settimana si è fatta trasportare dalla travolgente fantasia di :

ENRICA TREVISAN

Enrica Trevisan ha 26 anni, nata a Venezia, attualmente vive con la sua famiglia, la cagnolina Milly e un gatto di nome Red a Quarto d’Altino ed è iscritta alla facoltà di Scienze e Tecnologie Chimiche per il Restauro dei Beni Culturali . Da sempre amante di colori, pasta modellabile e disegno, frequenta prima il Liceo Artistico, quindi diversi laboratori di illustrazione dove comincia la sua ricerca rivolta all’illustrazione applicata ad oggetti di uso comune e accessori.

Disegnare è….

la mia più grande passione, che mi permette di raccontare storie, trasmettere emozioni o immortalare un sentimento senza dover usare le parole. Attraverso il disegno le persone possono scorgere i personaggi chevivono solo nel mio mondo o un pezzo di realtà che mi appartiene. Per me disegnare è una necessità, per liberare la mente e far prendere forma alle mie idee. Dal disegno tutto ha inizio!

In cosa i tuoi personaggi ti somigliano?

Nella maggior parte dei casi sono dolcetti-dipendenti. Amano il tè. I loro colori preferiti sono il rosso e l’ottanio. Alcune sono delle eroine. Hanno le guance rosse. Abbracciano. Amano il mare.Tengono gli occhi chiusi e sono grandi sognatrici. Hanno ali per volare qua e là. Mi somigliano in questo! :)

Quali tecniche e materiali utilizzi?

Per le mie creazioni uso prevalentemente il legno perchè è un materiale che trasmette calore e credo dia un valore aggiunto alle mie creazioni. Il mio più valido aiutante è papà, che taglia il legno delle forme che desidero. Poi io mi occupo della levigatura e della realizzazione delle illustrazioni che vengono dipinte interamente a mano con l’uso di colori acrilici. Dal legno e dall’uso dei colori acrilici nascono spille, anelli, orecchini, collane…veri e propri pezzi unici da indossare! In questo periodo sto sperimentando altre tecniche artistiche, come la serigrafia su stoffa, la tipografia, l’uso delle tempere per creare dei quaderni illustrati, l’incisione su adigraf e infine la ceramica per produrre ciondoli, bracciali, bottoni e articoli di arredo. Dalla passione per il mondo della ceramica, nel 2012 sono nate ‘Le enricucci-le ceramiche illustrate’ grazie alla collaborazione con Maria Miele Ucci (ceramista). Ma il futuro riserva altre sorprese e altre sperimentazioni!

La tua illustrazione preferita?

Per l’inquadratura, l’equilibrio dei colori, l’eleganza e l’emozione che mi ha trasmesso la prima volta che l’ho vista…la mia illustrazione preferita è di Rebecca Dautremer, pubblicata nel libro “Cyrano”.

Quale ritieni sia il valore aggiunto di un oggetto fatto a mano?

Ogni oggetto fatto a mano racchiude al suo interno la storia, i ricordi, la passione, le fatiche e i sogni di chi lo crea. Proprio per questi motivi ritengo che il valore di una creazione handmade sia prima di tutto l’unicità. È sempre bene dare valore all’unicità dell’idea del suo creatore, fino all’unicità del suo più piccolo particolare, che può essere anche un piccolo difetto apprezzabile! Questo valore dà merito al lavoro di chi crea con le proprie mani, soprattutto in un’ epoca di grande omologazione degli oggetti come la nostra.

Il secondo valore direi che è il sentimento che è in grado di trasmettere al tatto, a chi intende adottare un oggetto fatto a mano…ma questa è anche una questione di sensibilità!

Il terzo valore è l’indivisibilità…perchè chi adotta una creazione handmade non può separarsene!

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Da creatrice a creatrice: Stakshop

pubblicato il 6 agosto 2013 da in I creatori di ALM, I prodotti di ALM, La comunità ALM, Uncategorized

Quello di Cristina è un immaginario ricco e spensierato, pieno di illustrazioni molto particolari e ironiche. Un immaginario che unisce la Bielorussia all’ Italia. La nostra Claudia ha inaugurato questo caldissimo mese di Agosto intervistando:

STAKSHOP
 


Cristina Stashkevich, creatrice del progetto STAKSHOP, nasce in Bielorussia e da tre anni vive a Milano. Disegnatrice da sempre, quando arriva in Italia comincia a collaborare con diversi negozi di calzature, personalizzando le scarpe, poi continua per proprio conto aggiungendo felpe, magliette, cappelli, quaderni e gioielli in legno. I suoi disegni non sono stampa, né serigrafia, né stencil, mi racconta “Ogni disegno è unico, anche quando io ripeto il soggetto, sempre cambio un po’ qualcosa per salvare questa diversità. ”

Impossibile non amare i tuoi quaderni ed i loro soggetti… come nascono?

Grazie. I soggetti nascono dalle persone che incontro nella vita odagli oggetti che mi ispirano. Per esempio per me gli origami sono una cosa bellissima e non mi stanco mai di usarli nei miei disegni. La stessa cosa con qualche frutta o con alcuni oggetti della vita quotidiana: anguria, macchina fotografica, forbici, il mio iphone. Certi soggetti invece sono le persone care per me, altri invece li ho solo visti una volta in giro e sono rimasti nella memoria. Quando disegno gli animali vestiti come gli umani è perché anche loro sono ispirati dalle persone che io vedo in questo modo.

Qual è la creazione a cui sei più affezionata? Perchè?

Certe volte i miei disegni sono autobiografici e quindi in questo caso hanno un valore speciale per me. I ritratti del mio ragazzo, che è chef, la casa ideale che vorrei avere, i figli e il cagnolino e che non  ho ancora, ma che vorrei tantissimo avere. In questo caso mi affeziono particolarmente a questi creazioni, ma comunque mi auguro sempre che andranno “a vivere” da qualcun altro. Così io posso condividere il mio mondo e in qualche modo esistere in tanti posti contemporaneamente.

Ritieni che l’unicità sia una componente essenziale dell’handmade?

Non sono contro la ripetizione del disegno su richiesta o creazione di una edizione limitata, ma anche ripetendo, cerco sempre di cambiare qualcosa: un dettaglio di un altro colore, una linea diversa e molto probabilmente non si accorgerà nessuno di questo fatto. Anche se in realtà se uno ripete a mano lo stesso soggetto non viene mai uguale del suo…Una cosa però è importante per me –  dire la verità al cliente: se è pezzo unico è importante che rimanga tale, se è una edizione limitata, far sapere lla numerazione del pezzo

Quando crei, cosa non può mai mancare?

La luce, accendo tutto che posso accendere, oppure cerco di disegnare di giorno. Non mi piace creare sotto una lampadina e basta. I dolci… Se non ho il cioccolato, caramelle gommose o qualcosa di questo genere, non riesco di concentrarmi bene, è una specie di benzina per il mio cervello. E poi anche la necessità di non dover tirar fuori tutti i materiali ogni volta e poi rimetterli in armadio. Infatti purtroppo per adesso continuo lavorare a casa e il tavolo su quale lavoro è sempre pieno di materiali. Però se devo tirar fuori i colori, pennelli e tutto altro che mi serve mentre lo sto facendo mi passa tutta la voglia di lavorare.

Quale ritieni sia il valore aggiunto di un oggetto fatto a mano?

Se inizio a dire che è perché la persona che crea trasmette la sua anima e il cuore suona molto patetico, ma è vero. Se prendi un oggetto fatto a mano, si sente subito un energia della persona che lo ha fatto e infatti deve sempre essere un’energia positiva. Mi sento molto responsabile sul fatto che quando qualcuno compra una mia creazione, acquisisce tutti i miei pensieri, tutto il mio mondo con questo oggetto e io cerco sempre di creare quando sono di buon umore, per poter trasmettere solo emozioni positive. Per me importante anche che il mio cliente sappia come sono come persona, che vita vivo, per quello per esempio non ho diviso l’account di Instagram @stakshop su uno dove metto solo i lavori e un altro dove pubblico le foto della mia vita. La persona che mi segue li può vedere anche come vivo, i miei amici, i miei viaggi.

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Da creatrice a creatrice: VereV

pubblicato il 30 luglio 2013 da in I creatori di ALM, I prodotti di ALM, La comunità ALM


Una mamma “uncinettatrice”, amante dei colori forti, piena di energie e di idee creative. Questa settimana Claudia ha intervistato per noi:

VEREV

VereV è lo pseudonimo di Verena Vaccaro, vulcanica maker genovese. Questa mamma full-time ha una passione per il fatto a mano, per Londra e per le scarpe. Sogna una craft room, ma per ora crea e rielabora le idee in un angolo del salotto. La sua filosofia di vita? “Caos…creativo ovviamente!”

Cosa ti ha spinta ad affacciarti al mondo dell’handmade?
Sono cresciuta in una famiglia in cui il motto è “tutti sono utili ma nessuno indispensabile” nonno prima cuoco e poi falegname, papà cuoco e ristoratore, lavori fatti con un certo indice di creatività ma soprattutto eseguiti con passione. Invece io sto “tramandando” l’arte della nonna materna, aveva una abilità con pizzi e ricami che purtroppo non ho fatto in tempo ad imparare, ma che ora, da autodidatta, sto  riscoprendo. Complice la crisi economica, la maternità e il lavoro che non si riesce a trovare, mi sono buttata in questo progetto, dopo aver collaborato per diverso tempo con un’altra creativa, ho deciso di “mettermi in proprio”.

Quali sono i materiali che prediligi? In base a cosa li scegli?
Il filo di cotone è il materiale con cui lavoro più frequentemente, adoro la sua scorrevolezza sulll’uncinetto e lo scelgo soprattutto in base alla sua provenienza, cerco di stare il più possibile in Italia o nelle immediate vicinanze. Per la nuova stagione ho iniziato a lavorare un filato misto caldo cotone che si possa tranquillamente sostituire alla lana.

Guardando le tue creazioni si rimane subito meravigliati dai colori e dalle forme, quanta progettazione e cura c’è dietro ad ogni pezzo?
Il colore è la caratteristica dei miei lavori, non riesco a pensare nè in bianco nè in nero.Solitamente la mia creazione nasce dal colore
prima di tutto che, come ribadisco spesso, prende ispirazione dalle persone e dagli abbinamenti che vedo intorno. Se vedo una persona vestita di viola in un contesto verde,e l’abbinamento mi piace particolarmente,ne nasce una collana. Amo le tinte forti quanto poco
amo gli schemi; solitamente non disegno mai su carta un progetto che ho in mente, ma procedo appena scatta la scintilla, iniziando da uno schema e continuando come meglio mi garba, per questo gran parte dei miei lavori sono e restano pezzi unici.

Qual è la parte del tuo lavoro che ami di più?
La proiezione che mi faccio in testa dell’utilizzo dei miei accessori, mi piace crearci intorno un look, mi piace pensare a come si vestirà la persona che indossa una mia creazione, a volte riesco a proiettare un look ancor prima che il lavoro sia iniziato; il “questo ce lo vedrei bene cosi” è la mia linfa creativa.

Quale ritieni sia il valore aggiunto di un oggetto handmade?
Io ritengo che l’oggetto fatto a mano non possa avere un valore al pari di un oggetto industriale, non è quantificabile. La passione va riconosciuta,sempre, soprattutto quando si tratta di fare delle scelte riguardo al proprio stile di vita. Io personalmente, ogni pezzo handmade che conquisto lo sfoggio sempre con molto piacere; “Questo è stato fatto da…” non ha eguali!

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Da creatrice a creatrice : Ninoux Creazioni

pubblicato il 22 luglio 2013 da in I creatori di ALM, I prodotti di ALM, La comunità ALM


Ormai le interviste di Claudia per la rubrica Da creatrice a creatrice sono diventate un piacevole appuntamento fisso qui sul nostro blog. Chi sarà la fortunata artista intervistata da lei questa settimana? Eccola qui:

NINOUX CREAZIONI

Martina ha 27 anni e viene da Verona. Lacci di cuoio, cristalli swarovsky e fantasia gli ingredienti di questa maker.

Come è nata questa passione?

La mia passione è nata quasi per caso, ebbene si, e non è la classica frase di inizio! Sono sempre stata attratta dal mondo degli accessori, degli orecchini dei braccialetti e delle collane; elementi che secondo me possono arricchire un semplice outfit o semplicemente rispecchiare la persona! Una mia cara amica Cecilia (che da poco si è iscritta qui come “Maruttique”), mi ha mostrato come potevo creare con le mie mani orecchini a mio gusto e piacere! E’ lei che mi ha insegnato le prime armi, a maneggiare le pinzette e tutti i piccoli elementi che formano un orecchino unico, e non appena ho capito che anch’io potevo farcela e che finalmente avrei potuto realizzare tutto ciò che volevo e che pensavo, eccomi qui a creare!!

Quali sono le tecniche che prediligi?

Con i bracciali chan luu è stato proprio un colpo di fulmine! IO LI AMO! Per questi, ho partecipato ad un corso in merceria dove mi hanno spiegato tutti i passaggi base. Li ritengo tutti unici, perché lo sono! Si possono scegliere i colori di cuoio che si preferisce, i cristalli swarovsky, il filo da cucito, il bottone come chiusura e perfino i numeri di giri da avvolgere al polso! Proprio per tutte queste varianti, ritengo che ogni singolo chan luu che creo sia unico, anche perché per realizzarli ho bisogno della misura del polso! E’ un processo abbastanza lungo e laborioso : per realizzare un chan luu a 4 giri impiego dalle 3 alle 4 ore circa, ma non c’è cosa più bella nel vedere il risultato finale!

Quanto ti impegna “Ninoux” ?

Dedico quasi tutte le sere a questa passione, appena torno a casa dal lavoro d’ufficio mi metto all’opera per liberare la mente dai pensieri quotidiani e lasciare che sia solo la fantasia a impossessarsi di me!

Il tuo stile è…

Molto liberty e personalizzabile!

Quale ritieni sia il valore aggiunto di un oggetto fatto a mano?

Credo che nell’oggetto handmade ci sia tanto amore! Amore nel pensarlo, nel realizzarlo, nel vederlo indossato dalle tue amiche e vedere che proprio quelle sono soddisfatte di indossarlo! Insomma l’handmade è un PURO AMORE RECIPROCO!

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Da creatrice a creatrice: Filo.vero

pubblicato il 16 luglio 2013 da in I creatori di ALM, I prodotti di ALM, I tutorial di Alm, La comunità ALM

Il tempo vola! Siamo giunti di già alla quarta intervista della rubrica Da creatrice a creatrice. Claudia stavolta  ha intervistato per noi Veronica, una bravissima crafter che è anche un ingegnere biomedico, ma soprattutto una mamma :)

FILO.VERO

Veronica ha 34 anni e vive a San Marino, mi racconta di essere una mamma, un ingegnere biomedico ed una maker, e continua svelandomi come è nata l’idea dietro a filo.vero:  ” tanta passione, una macchina da cucire ricevuta in regalo per la laurea in ingegneria, un paio di
figli…”. Nel 2012 decide di fare un pò più sul serio, apre il suo shop su ALittleMarket e avvia una serie di collaborazioni che le stanno dando molta soddisfazione.

Come è nato l’originale design dei tuoi bavaglini a bandana?

Il design dei bavaglini a bandana è nato da un’esigenza molto precisa: mio figlio Martino, che oggi ha 6 anni, è un bimbo molto speciale e a causa della sua disabilità fisica a 4 anni aveva bisogno ancora del bavaglino. Essendo un bimbo molto stiloso, tutto rock e cresta nei capelli :-) , non volevamo più usare quei disdicevoli bavaglini giganti di spugna bianca. In un primo momento usavamo delle vere bandane (ripescate dal mio guardaroba anni ’90), belle, ma poco funzionali, poi, prendendo spunto da alcune crafter americane, ho disegnato il mio modello di bavaglino a bandana…e  da lì è nato tutto!!!

Cosa pensi traspaia di te dai tuoi lavori?

Credo che dai miei lavori traspaia il mio amore per le cose belle, per i bimbi, per i dettagli e anche l’allegria e la gioia che c’è nel realizzarli!

Come e quando hai cominciato a cucire?

Ho sempre amato l’hand made, ho iniziato a cucire e fare l’uncinetto da piccolissima (il mio primo lavoro “vero” all’uncinetto risale a quando avevo 5 anni). Mi hanno insegnato le nonne e le bisnonne, vere crafter di una volta! Negli anni ho un po’ perfezionato la tecnica, ma senza mai fare una vera scuola.

Entrando nel tuo shop non si può che non essere colpiti dai colori accesi e dalle fantasie dei tessuti che utilizzi, quali sono le altre caratteristiche che ricerchi in un materiale?

Grazie per la bella domanda! Io impiego molte energie nella ricerca delle materie prime, prediligo le fibre naturali, come il cotone, e cerco tessuti di prima qualità. Pur facendo soprattutto cose per bambini, difficilmente cerco tessuti con fantasie unicamente da bambino; anzi, mi piace molto spaziare e usare ad esempio bellissimi cotoni italiani per camicieria per realizzare bavaglini. Una vera passione sono i cotoni americani e i loro splendidi design…quelli li acquisto direttamente dagli USA scegliendo tra una marea di stupende fantasie. Una recente passione sono anche i tessuti giapponesi, di seta , lino o cotone….ma questa è un’anticipazione della prossima collezione ;-)

Quale ritieni sia il valore aggiunto di un oggetto fatto a mano?

Senza dubbio l’unicità, ma anche l’amore e la passione di cui è intriso. Da crafter posso dire che le prime volte mi faceva quasi male vendere una mia creazione, tanto era l’impegno che ci avevo messo….c’era un pezzettino di me dentro e non me ne volevo separare! Adesso invece sto assaporando il gusto di sapere che con il mio lavoro, la mia mente e le mie mani,  creo un oggetto che andrà indosso a qualcuno, da qualche parte del mondo e io sono un pò lì con lui…e questo mi riempie d’orgoglio!

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