Il magazine di ALittleMarket Italia

Minni Market e A Little Market Italia

pubblicato il 26 settembre 2012 da in La comunità ALM

 Siamo felici di comunicarvi che A Little Market Italia sponsorizzerà uno dei mercatini handmade più curati del momento: Minni Market!

La data da segnare in agenda è il 6 Ottobre, vi aspettiamo a Milano  in via Giusti,22 dalle 11.00 alle 20.00.
Perché proprio il Minni Market? Perché Tosca e Mirta  hanno saputo creare un raduno dell’autoproduzione facendo un’attenta e minuziosa ricerca, fidandosi solo del loro gusto per il bello e del loro amore per il fatto a mano.
Il risultato è qualcosa di davvero unico: una splendida location dove potrete conoscere crafters d’eccezione e comprare creazioni che saranno in molti ad invidiarvi.

E poi ci saremo noi, e voi!
A Little Market sarà infatti presente assieme a 15 creazioni di altrettanti crafters presenti nella nostra neonata comunità.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Mirta e Tosca: chi meglio di loro poteva spiegarci il soul di Minni Market?
market autumn edition

Ciao ragazze, piacere di conoscervi, chi siete? Come vi siete conosciute?
Siamo Mirta, grafica e illustratrice e Tosca, libraia per bambini e organizzatrice di mostre nella mia libreria dove casualmente un giorno ci siamo conosciute.

Siete alla seconda edizione di Minni Market, come è nata l’idea di organizzarlo?
Minni Market è nato davanti a una tazza di tè lo scorso inverno mentre cercavamo di capire dove e come vendere le nostre creazioni handmade. Dopo aver frequentato altri mercatini a Milano abbiamo deciso un po’ per gioco di organizzarne uno tutto nostro. La prima edizione è stata a fine giugno e nonostante il gran caldo abbiamo avuto un buon riscontro sia da parte dei crafters che da chi è venuto a curiosare tra i banchetti.

Le creazioni di Mirta Miplused design

Le creazioni di Mirta Miplused design

Cosa vi aspettate dal Minni Market?
Vorremmo che Minni Market diventasse non solo un mercatino, ma un punto di ritrovo alternativo per far nascere possibili collaborazioni e avvicinare i clienti al mondo dell’handmade anche partecipando ai workshops che regolamente organizziamo.

Le creazioni di Tosca To Paper Lover

Le creazioni di Tosca To Paper Lover

Mercatino si o mercatino no: perché è importante partecipare per un crafter?
Mercatini assolutamente sì. Partecipare può essere un ottimo modo per farsi conoscere e per creare una rete fra designers e quindi sentirsi parte di un movimento.

Avete dei consigli su come presentarsi e comportarsi durante questi appuntamenti?
Pensiamo che sia importante la cura dei dettagli e che l’allestimento rispecchi i prodotti messi in vendita. Non è da sottovalutare il packaging.

Grazie ragazze, è stato un piacere incontrarvi!

Volete sapere chi saranno i creatori di questa edizione autunnale e quali saranno i workshop presenti? La lista completa la trovate –> Qui 

Le creazioni di Mirta e Tosca le trovate anche su A Little Market: MiplusEd design & To Paper Lover

Minni Market handmade market

 

 

 

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Le interviste di ALM: Claudia Porta di “A Lovely Day”

pubblicato il 20 settembre 2012 da in I creatori di ALM

 

Claudia Porta

Claudia, puoi presentarti in poche righe per alittlemag ?

Claudia Porta, mamma, blogger, autrice, creativa. Non so stare ferma e ho taccuini ovunque (in borsa, in auto, sul comodino…) per annotare le mie idee non appena fanno capolino.

 Come è iniziata la tua avventura di scrittrice e creatrice ?

Per caso. Ho iniziato a ricamare (con i fascicoli che si trovano in edicola!) quando, durante la mia seconda gravidanza, ho dovuto trascorrere alcune settimane a letto. Poi si è innescata una reazione a catena. Mi sono ricordata che, da bambina, mia nonna mi aveva insegnato a lavorare a maglia. E’ un po’ come andare in bicicletta... una cosa che non si disimpara. Poi da autodidatta o approfondito con libri e tutorial online. Nel frattempo portavo il mio bambino (che altrimenti piangeva in continuazione) nel marsupio. Quello classico, che si trova nei negozi di articoli per neonati. Fiché un giorno non mi sono imbattuta per la prima volta in un papà con la fascia portabebè. L’ho fermato e interrogato ma non riuscivo a trovare questo genere di supporto (parlo di otto-nove anni fa). Così ho pensato di cucirmelo da sola. E sono entrata nell’universo del portare, scoprendo e creando diversi supporti per me e per le amiche. Sono state le richieste da parte delle lettrici del mio blog a convincermi a lanciarmi nella vendita online. Ho iniziato con i mei tai, poi, man mano che i miei figli crescevano e che i miei interessi cambiavano, sono passata ad altro (borse, abbigliamento, eccetera…).

Come è nato il tuo “marchio di fabbrica” ?

Non ho ancora un vero e proprio “marchio di fabbrica”. Inizialmente ho utilizzato il titolo del mio blog (“La casa nella prateria“, che era “la storia della nostra fuga dalla città”). Ora che il blog è diventato molto più di questo, e che le mie creazioni vanno oltre l’universo di mamme e bambini, ho creato la linea “A lovely day“, ispirata al titolo di una canzone di Bill Withers che riesce a restituirmi il sorriso in qualunque circostanza.

kit relax claudia porta

Dove trovi la tua ispirazione ?
Nel quotidiano.

Cosa vedi nel tuo futuro?

Ancora libri, ancora creazioni, mi piacerebbe trovare un editore disposto a pubblicare un libro di cucito o di maglia. Ho dei progetti nel cassetto da anni, ma in Italia non sembrano interessare.
Quale è il tuo ricordo d’infanzia preferito ?

Le vacanze in campagna dai nonni. Iperattiva come me, mia nonna non mi sgridava se mi alzavo nel cuore della notte e non volevo più dormire: si alzava anche lei e insieme facevamo torte e biscotti per la colazione.


Pensi che ALM possa essere veramente utile ai creatori ?

Assolutamente sì.


Quale è stata la tua prima impressione su di noi ?

Vivo in Francia, quindi conoscevo già ALM e mi sono sempre trovata benissimo. Sono felice che arrivi anche in Italia.

Non possiamo che ringraziare Claudia e dire a tutti voi di andare a vedere lo shop di Claudia : A lovely day

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Le interviste di ALM: The BBbZ

pubblicato il 6 settembre 2012 da in I creatori di ALM

Quattro donne un progetto a tutto tondo sull’estetica creativa, la prima intervista di ALMagazine è dedicata a loro: The BBbz sono arte, handmade e fotografia. Solo a guardare le loro immagini si ha l’impressione che siano esse stesse un’istallazione.

 

Definirvi è un’impresa: ci sono andata anche solo vagamente vicina?

Claudia – Wow, si!…definirci è difficile anche per noi! Adesso provo ad approfondire un po’. The Babbionz è un collettivo formatosi nel gennaio del 2012 nato dall’esigenza di spezzare la routine, proponendo dapprima un evento, insolito per una città provinciale, per poi prendere sempre più forma e concretezza nella forza del gruppo. Conosce le sue fondamenta in un market house organizzato sotto il periodo natalizio a casa mia. Oggi the Babbionz lavora tra fili, foto e materiali d’ogni genere, con un’attitudine d’amore per l’hand made, e una carica di autoironia malinconica romantica e bizzarra.

Jessica – Vagamente?

Giovanna – Wow! vuoi essere la nostra PR?

Valentina – Colpito, affondato!

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Come vi siete conosciute? Chi fa cosa? Che cosa vi accomuna?

C – Conoscevo solo Jessica, ma più che altro di vista,  fece il mio stesso liceo. Poi quando per gioco decisi di fare il mercatino a casa la contattai perché tramite facebook vedevo che “faceva cose”…da li seppi che insieme a Giovanna e Valentina da pochissimo si erano messe insieme a “babbionare” e che si stavano muovendo zitte zitte tramite una pagina tumblr con il nome di The Babbionz. Il giorno del market house quindi, conobbi le altre due maledette! Il mio compito è quello di giocare con macchina da cucire e taglia e cuci, ma arrivo anche al punto croce…poi mi diverto a scattare quel che ne viene fuori. Ci accomuna la stessa città, la voglia di dargli una smossa e la voglia di osare.

J – mi piace pensare che siamo nate esattamente come una band. Io e Giovanna siamo amiche già da qualche anno, diciamo che io suono la batteria e lei il pianoforte..ci serve un basso ed ecco arrivare Valentina, la cosa funziona ma manca qualcosa ed è qui che entra in campo la chitarrista, Claudia, con in mano la sua Fender. La differenza è che suoniamo con corde di lana, piatti di uncinetto e tasti di spolette!

G – Sono state le cose che facciamo ad unirci e completarci. Jessica dipinge sulle stoffe che Claudia e Valentina tagliano e cuciono. Io ricamo, uncinetto e tricotto, e  poi fotografo insieme a Claudia gli oggetti BBbZ.

V – Ho conosciuto Jessica durante le riprese di un video musicale nella mia città. In quella occasione devo averle versato un chilo di lacca nei capelli. Mi presentò Giovanna, parola d’ordine Uncinetto. Claudia invece l’ho conosciuta diversi mesi dopo durante un mercatino in casa organizzato da lei. Penso che ci accomuni una forte curiosità verso nuove sperimentazioni e la voglia di metterci in gioco.

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Come siete arrivate ad esprimervi attraverso creazioni fatte a mano?

C – Personalmente ho sempre amato avere le mani in pasta, mi reputo molto più pratica che teorica, ecco che mi piace tagliare, cucire, cucinare, fotografare, ecc. La “creazione attraverso le mani” per me è pane quotidiano.

J –  Ho studiato per diventare stilista ed ho lavorato per un azienda in passato dove l’unico scopo era copiare modelli di altre case di moda e cambiarne solo qualche particolare con photoshop ed illustrator, una cosa frustrante che mi portò a cambiare la mia visione delle cose. Per gioco e per sfogo ho cominciato a dipingere a mano su t-shirts e non ho mai smesso, handmade e arte per me sono strettamente legati.

G – Con pazienza folle, divertimento e necessità di esprimere concretamente delle creatività.

V – Ho finito i miei studi di modellismo sartoriale da tre anni, quindi lavoro come sarta e aiuto costumista per un’agenzia che produce video e pubblicità. Le BBbz è un progetto che vuole dare sfogo alle idee più bizzarre, un modo divertente di imbastire idee che normalmente non trovo negli schemi del figurino classico. Mi piace lavorare con il legno, pvc, pile, materiali di riciclo.

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Quello che si percepisce da subito è che non vi interessa creare un prodotto da replicare. In che direzione state andando, cosa vi state inventando?

C – Le repliche mi annoiano, produrre qualsiasi cosa in maniera seriale fa perdere l’oggetto di freschezza, e comunque si sa, l’hand made è sempre unico ed irripetibile. Quello che mi interessa è avere delle proposte su cui lavorare, oltre che confezionare mega maglie e ampi coprispalla, mi piacerebbe moltissimo prendere in mano un evento ed occuparmene dalla A alla Z…

J – quale direzione? Hai presente 4 bambine in una stanza piena di dolci? siamo 4 casiniste,dovresti vedere una delle nostre riunioni..ce ne inventiamo di tutti i colori e nonostante ( o grazie a ) le nostre diverse personalità riusciamo sempre ad esprimerci e a lavorare senza dimenticare di divertirci

G – La direzione la scopriamo e la percorriamo un po’ per volta e spesso capita che sono le occasioni a dirci dove andare.

V – I lavori che creiamo non sono mai identici al precedente, c’è sempre un elemento di novità che arricchisce l’idea di partenza. Se ci si dovesse muovere verso la creazione di una collezione in serie, non mi dispiacerebbe affatto.

the bbz_bracelet

Organizzate workshop? Partecipate a mercatini? Sono sicura che siamo in molte a volervi conoscere di persona...

C – Organizzeremo workshop e continueremo a partecipare a mercatini organizzati da “addetti ai lavori”, luoghi unici, a mio avviso fondamentali, in cui poter incontrare creativi con cui confrontasi ed arricchirsi.

J – Siete sicure di volerci conoscere di persona?!!

G – Di workshop non ne abbiamo mai fatti, ma vorremmo organizzarne uno presto. Abbiamo partecipato a tre mercatini e ne abbiamo in programma altri due per l’autunno, mentre da settembre riaprirà a Pescara La Designeria, dove continueremo a fare laboratorio tutti i giovedì.

V – Questo inverno partiremo con dei workshop; i mercatini rimangono sempre un’occasione per far conoscere da vicino i lavori.

 Parlare di ritorno al fatto a mano forse non è corretto. Le tecniche stanno forse tornando, ma quello che vedo è un handmade molto diverso: cosa sta succedendo?

C – Oggi ci troviamo in pieno regime “produci, consuma, crepa” sistema dettato dalla ormai inondante  globlizzazione, per fortuna c’è un’ampia fetta di gente, che come noi apprezza e và alla ricerca di cose fatte a mano, cose “uniche”, preziose, piccoli feticci anche inutili ma indispensabili, da qui il ritorno alla riappropriazione delle proprie origini, e la rivisitazione delle tecniche di una volta in chiave contemporanea, la voglia di metterci le mani, di giocare, sbagliare, inventare, creare.

G – Il fatto a mano è linguaggio tradizionale e riconoscibile da tutti (chi non ha un centrino della nonna sul comò?). La cosa fantastica è che oggi viene applicato al modo di comunicare contemporaneo, che è veloce, molto iconico e spesso irriverente. Quello che ne viene fuori è un risultato molto interessante e non a caso molti artisti contemporanei sono artigiani e le loro creazioni fatte a maglia o all’uncinetto vengono esposte nei musei, vedi Patricia Waller, Aldo Lanzini, ecc..

J – credo che il nome che abbiamo scelto per il nostro collettivo sia una risposta di per sè, succede che le babbione diventano the babbionz, che i centrini della nonna prendono vita e parlano, che il punto croce si ribella mandandoti all’altro paese, che i colori si accendono, i bustini si ribellano, i pennelli si buttano sui tessuti etc etc…

V – Non saprei definire questo handmade. Questa diversità credo che scaturisca dall’infinità di cose che mi circondano, dal mio istinto a rivisitarle, dai miei ricordi, e dalle cose che non capisco che per comprenderle, devo farle parlare come io parlerei. Se ho in mente una parola, la rivesto coi colori che il mio occhio emanerebbe. Il resto funziona più o meno tutto così.

Grazie ragazze

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Hello Italy!

pubblicato il 19 agosto 2012 da in I prodotti di ALM, La comunità ALM

Vi diamo ufficialmente il benvenuto su ALittleMag che ci accompagnerà nel corso della nostra avventura per scoprire le novità del fatto a mano più eleganti, divertenti, modaiole, futuriste ma anche tradizionali.

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